Bonus 2026; rinnovo ISEE
Col cambio d’anno avvenuto, chi ha un ISEE 2025 in corso di validità tramite il quale ha usufruito di certe agevolazioni, assegni o bonus, è necessario che si organizzi per il rinnovo dell’indicatore nel 2026. Dal 1° gennaio, infatti, tutte le DSU ISEE sottoscritte durante l’anno precedente cessano di essere valide e necessitano perciò del rinnovo al fine di non far decadere le agevolazioni o i bonus di cui il nucleo ha iniziato a beneficiare grazie appunto all’ISEE 2025 (le nostre sedi svolgono assistenza su appuntamento).
ISEE 2026: novità del calcolo
Il 2026, per altro, sarà un anno di importanti cambiamenti per l’ISEE, vista in primis la riforma che la Legge di Bilancio ha in serbo sull’innalzamento della franchigia di esenzione dell’abitazione principale del nucleo, oltre che sul calcolo delle cosiddette “scale di equivalenza” per agevolare i nuclei con più figli nella richiesta delle prestazioni di sostegno al reddito; infine va anche considerata l’entrata a regime definitiva – già da inizio anno – della novità introdotta lo scorso aprile, ovvero l’esclusione dal calcolo ISEE di buoni fruttiferi, libretti postali e titoli di Stato entro la soglia di 50.000 euro per nucleo familiare, a seguito della quale, da aprile in poi, molte famiglie “toccate” dal cambio di regole hanno appunto richiesto ai CAF il nuovo ricalcolo degli indicatori 2025.
ISEE 2026: perché si deve rinnovare
Un esempio classico di nucleo familiare che si troverà nella condizione di dover necessariamente rinnovare il proprio ISEE è quello che usufruisce dell’Assegno Unico Universale, la cui durata, essendo di 12 mesi che vanno da marzo a febbraio dell’anno successivo, “obbliga” il nucleo, pena la decadenza dell’Assegno, a rinnovare appunto l’ISEE a gennaio per potersene assicurare non solo le due ultime quote mensili di gennaio e febbraio, ma anche le nuove mensilità dell’annata 2026 che scatterà da marzo. Ci sono poi i bonus sociali legati all’utenze domestiche (vedi acqua, luce e gas) che rappresentano un caso analogo, anche se per una percentuale inferiore di utenti.
Assegno Unico 2026: importi variabili in base all’ISEE
In merito quindi all’Assegno Unico (ma il principio potrebbe essere applicato anche ad altre tipologie di prestazione), al di là delle eventuali modifiche che potrebbero intervenire nel nucleo, resta fermo che si tratta di un importo commisurato all’ISEE (secondo certe fasce reddituali già predisposte nelle quali si collocano appunto i diversi nuclei richiedenti); di conseguenza la sua continuazione da un anno all’altro deve passare per forza dal rinnovo dell’indicatore economico, il cui calcolo guarda sempre ai dati reddituali e patrimoniali risalenti al 31/12 di due anni prima, fatta salva la possibilità di calcolare il cosiddetto ISEE “corrente” qualora ci sia stata nell’ultimo anno una significativa diminuzione di reddito e/o patrimonio.
FONTE CAF ACLI








