Spese detraibili per i familiari: ritorno al sistema precedente
Sulle spese detraibili sostenute per i familiari, a distanza di un anno si è tornati esattamente al punto di partenza. È arrivata infatti in via definitiva – a seguito del Consiglio dei Ministri del 24 novembre – l’approvazione del decreto correttivo (già approvato a luglio in via preliminare) che ripristina retroattivamente, a decorrere dalla data del 1° gennaio 2025, le detrazioni del 19% sulle spese effettuate per i familiari non più ritenuti a carico dal legislatore della manovra 2025. Quindi in buona sostanza, qualunque spesa medica, di studio, sportiva ecc, sostenuta per un fratello/sorella/nipote convivente (pur non essendo questi ultimi considerati ufficialmente dei familiari a carico) potrà essere detratta nei prossimi 730, a partire già dai modelli 2026 relativi appunto al 2025.
Per capire meglio la questione riavvolgiamo il nastro proprio all’inizio di gennaio. La Manovra 2025, fresca di conversione in legge, entra in vigore stabilendo che restano a carico:
- pur non convivendo col dichiarante, solo il coniuge non separato e i figli (non disabili) fino a 30 anni (per i disabili invece non sussistono limiti anagrafici);
- convivendo invece col dichiarante solo i familiari “ascendenti”, ovvero quelli da cui il dichiarante stesso discende, vale a dire genitori o nonni.
Questo cosa significava? Che per i figli over 30 e per i cosiddetti “altri familiari”, se conviventi (vedi fratelli, sorelle, generi, nuore, suoceri nipoti), per i quali fino al 31.12.24 erano riconosciute in busta paga (o comunque attraverso la presentazione del 730) le detrazioni fisse sui carichi fiscali, queste stesse detrazioni venivano abolite. Automaticamente, quindi, veniva estromessa anche la detrazione al 19% sulle spese effettuate per questi familiari: ad esempio, secondo questo principio, una sorella non avrebbe più potuto detrarre le spese mediche o di studio sostenute per un fratello convivente a carico; idem per un nonno nei confronti del nipote.
Ecco allora che il decreto correttivo “in materia di IRPEF e IRES” approvato l’altro ieri dal Governo, riporta per così dire “giustizia” proprio su questo aspetto. O per lo meno lo fa in parte. Se da un lato, infatti, l’elenco “ufficiale” dei familiari a carico, quelli cioè per cui il dichiarante potrà continuare a godere delle detrazioni fisse su stipendio o pensione, resta circoscritto al coniuge, ai figli entro i 30 anni, e – se conviventi – ai familiari cosiddetti “ascendenti”, d’altro canto viene ripristinata la spettanza delle detrazioni al 19% sulle spese effettuate per tutti gli altri familiari compresi nel novero dei “carichi” fino al 31/12/24.
FONTE CAF ACLI








