730/26 volata finale fino al 30 settembre
l 730 ingrana la marcia per la volata finale. La scadenza come di consueto è il 30 settembre, ultima data utile per la trasmissione dei modelli 2026 relativi all’anno d’imposta 2025. Chiaramente CAF ACLI Service Roma resta a disposizione fino all’ultimo per fornire assistenza a tutti i contribuenti che non hanno ancora provveduto all’adempimento fiscale.
Inutile dire che fare il 730 conviene sempre, perché permette, laddove l’esito della dichiarazione fosse a credito, di ricevere il rimborso spettante in tempi più brevi, o dal datore di lavoro nella prima busta paga utile oppure entro fine anno o inizio 2027 nel caso dei modelli privi dell’indicazione del sostituto.
Se poi si andasse oltre fine settembre, si avrebbe comunque la possibilità di presentare la dichiarazione entro il 31 ottobre col Modello REDDITI (cioè l’ex modello UNICO), con la sola differenza, appunto, che in caso di esito a credito, il rimborso verrebbe versato dall’Agenzia delle Entrate nell’arco di uno/due anni. Ragione di più insomma per chiudere la pratica entro settembre
Ricapitoliamo allora velocemente quelli che sono stati gli aspetti principali della dichiarazione 730/2026.
Modello 730/2026: stesse aliquote per l’Irpef
Abbiamo avuto anzitutto la conferma dell’Irpef suddivisa in 3 aliquote, cogli stessi identici scaglioni che avevamo già trovato nel 730 dello scorso anno (dichiarazione 2025 relativa al 2024).
| Redditi | Aliquota |
| Fino a 28.000 euro | 23% |
| Oltre 28.000 euro fino a 50.000 euro | 35% |
| Oltre 50.000 euro | 43% |
Modello 730/2026: cos’è cambiato sulle detrazioni
Novità invece vi sono state sul fronte delle detrazioni. Ad esempio quella che ha segnato l’innalzamento della detrazione sui redditi da lavoro dipendente, che rispetto al 2025 è stata elevata da 1.880 a 1.955 euro fino alla soglia di 15.000 euro di reddito.
Altra novità è quella per i titolari di reddito da lavoro dipendente, non percettori di pensione e con reddito complessivo non superiore a 20.000 euro (per “complessivo” si intende ovviamente tutto il reddito conseguito nel 2025), a cui è destinata l’erogazione automatica da parte sostituti d’imposta di una somma “extra” non soggetta a tassazione determinata applicando percentuali variabili a seconda del reddito da lavoro.
Per i titolari invece di reddito da lavoro dipendente non percettori di pensione, ma con redditi complessivi superiori a 20.000 euro ed entro 40.000, è stata riconosciuta una detrazione dall’imposta lorda di importo variabile a seconda dell’ammontare del reddito complessivo e rapportata al periodo di lavoro.
Modello 730/2026: come sono cambiati i familiari a carico
Novità (e molte) anche nell’ambito dei familiari a carico, a cominciare dai figli. Sono infatti decadute le detrazioni per i carichi fiscali relativi ai figli di età superiore ai 30 anni, ad esclusione chiaramente dei figli con disabilità accertate ai sensi della Legge 104/92 (articolo 3).
Va poi a decadere una grossa fetta dei cosiddetti “altri familiari” a carico (cioè quelli diversi dai figli e dal coniuge) per i quali non fanno più effetto le vecchie detrazioni godute fino al 2024. Gli sgravi sono quindi limitati ai soli familiari ascendenti, vale a dire genitori e nonni conviventi che abbiano un reddito fino a 2.840 euro, escludendo perciò i discendenti dei figli (cioè i nipoti) oltre ai fratelli, le sorelle, i generi, le nuore e i suoceri, tutte persone non più considerate familiari a carico.
Modello 730/2026: tetto agli oneri per i maxi-redditi e nuovi bonus casa
Dai carichi familiari passiamo agli oneri detraibili. Anche su questo fronte il 730/2026 è stato portatore di alcune novità. Ha cominciato infatti ad produrre i suoi effetti (dato che la dichiarazione si riferisce di fatto all’anno 2025) la cosiddetta “rimodulazione” delle detrazioni per i soggetti con reddito superiore a 75.000 euro, ovvero una sorta di “calmiere” applicato a tutti gli oneri detraibili (non solo quelli per cui vale lo sgravio al 19%) che pone un vero e proprio tetto sulla detraibilità di questi oneri, i quali, sommati insieme (fatta eccezione per le spese sanitarie), non possono essere detratti oltre un certo limite di spesa.
Ha fatto infine il suo debutto la nuova formula dei bonus casa (ristrutturazioni, ecobonus, sismabonus), tutti uniformati sull’asse della doppia aliquota al 50 o 36% a seconda dell’immobile su cui sono stati eseguiti i lavori, abitazione principale o qualunque altra tipologia di fabbricato. Rafforzata poi la detrazione sulla frequenza scolastica, la cui soglia massima di spesa è stata incrementata da 800 a 1.000 euro per alunno o studente. Analogo incremento sulle spese sostenute dai non vedenti per il mantenimento dei cani guida, la cui soglia di detraibilità è salita da 1.000 a 1.100 euro.
FONTE CAF ACLI










