Dichiarazione IMU 2026: chi la può evitare e chi no
Oltre all’acconto IMU che scade il 16 giugno, l’altro adempimento relativo all’imposta sul possesso dei beni immobili che in questo mese vede la sua scadenza è quello della dichiarazione, il cui termine scocca il 30 giugno (CAF ACLI Roma svolge assistenza). Per distinguere, però, chi deve presentarla e chi no, bisogna anzitutto tracciare un solco tra le due tipologie dichiarative previste dall’adempimento, e solo dopo, una volta nell’ambito delle singole tipologie, capire chi sono i soggetti davvero obbligati.
La prima distinzione va quindi fatta tra la Dichiarazione IMU ordinaria, che riguarda la stragrande maggioranza di beni immobili, e quella invece riguardante gli enti benefici senza fini commerciali, cioè la Dichiarazione IMU/ENC. Ciascuna di queste dichiarazioni ha un suo modello specifico. Al netto però del distinguo, la scadenza è sempre la stessa: 30 giugno dell’anno successivo rispetto alla situazione dichiarata nel modello.
Quanto alla Dichiarazione IMU ordinaria, l’obbligo di presentarla può scattare in due casi, dipende infatti dalla tipologia di immobile e dal soggetto titolare dell’immobile stesso. Il primo caso è quello degli immobili sui quali durante l’anno precedente (quindi nel 2025, trattandosi di dichiarazione 2026) si sono verificate variazioni tali da essere rilevanti ai fini di una diversa determinazione dell’imposta (leggi: riduzione), ad esempio immobili…
- di interesse storico o artistico (riduzione 50% base imponibile);
- dichiarati inagibili o inabitabili e non utilizzati (riduzione 50% base imponibile);
- abitativi non di lusso concessi in comodato ad un parente in linea retta di primo grado;
- abitativi non locati né concessi in comodato, posseduti in Italia da non residenti titolari di pensione.
L’altra casistica su cui potrebbe essere soregre l’obbligo della dichiarazione ordinaria è quella degli immobili per i quali il Comune non dispone di tutte le informazioni necessarie per la determinazione dell’imposta dovuta. La lista è lunga, ma si può fare qualche esempio:
- immobili oggetto di leasing;
- immobili oggetto di atto di concessione amministrativa su aree demaniali;
- immobili per i quali si è verificata la riunione dell’usufrutto non dichiarata in Catasto;
- immobili esenti IMU in quanto destinati ad usi culturali ai sensi della Legge 160/2019.
Quanto invece alla Dichiarazione IMU/ENC, l’adempimento chiama a raccolta enti/onlus/associazioni senza fini di lucro che possiedono e utilizzano immobili destinati esclusivamente allo svolgimento di attività non commerciali o istituzionali, fra cui quelle assistenziali, previdenziali, sanitarie, di ricerca scientifica o culturali. Per loro però, a differenza delle regole più “ballerine” della dichiarazione ordinaria, vige un obbligo certo e uniforme che impone ogni anno la presentazione del modello a prescindere dalle singole situazioni di ciascun immobile
FONTE CAF ACLI









